Udienza ricorso SINDINAR3 TAR Catanzaro

Pregiatissimi Colleghi,

purtroppo non abbiamo nuove in merito all’udienza dell’8 ottobre u.s. che si è tenuta presso il TAR della Calabria sede di Catanzaro.

Speravamo che il Collegio si pronunciasse con un “accolto” o “non accolto”, così non è stato.

Il ricorso è in sentenza e per noi è già tanto, questo vuol dire che nei prossimi 20 – 60 giorni dovrebbe uscire la sentenza. Usiamo il condizionale in quanto non sappiamo per certo quanti giorni si prenderanno i Giudici.

Oltre alla fiducia personale nella Magistratura italiana in genere, ci è stato garantito che sia il Relatore sia il Presidente della Sezione sono persone molto serie  e competenti, e ciò senza nulla togliere ad altri componenti della sede di Catanzaro. Questo ci fa sperare per il meglio, almeno che il ricorso promosso del SIND.IN.AR.3, presentato  a firma congiunta con il collega L.M., sarà attentamente esaminato e valutato (l’ adiuvandum , come da qualcuno ipotizzato, è un’altra cosa, si presenta in aiuto di un ricorso presentato da terzi se si riconoscono valide le motivazioni prodotte dal ricorrente principale).

Come già evidenziato, l’aspetto più triste della vicenda, a parte il mancato supporto si altre associazioni di categoria esistenti, che tanto si adoperano per averci tra i loro associati  e che propongono disegni di legge nei “nostri” interessi,  è che nessun Ordine provinciale (sia degli Architetti che degli Ingegneri) è intervenuto a difesa della professione dei propri iscritti alla sezione B, quando continuamente si legge di ricorsi a questo o a quel TAR in difesa di interessi della categoria (sezione A) , promossi contro chiunque voglia “alterare riserve di legge ed equilibri economici consolidati”  (sic).

Possiamo  ipotizzare una sottesa limitazione della concorrenza con la scusa incongruente, illogica ed illegittima della nostra incompetenza, sventolando la tutela della pubblica incolumità? lascio ai lettori una riflessione in merito.

Ciò che ci chiediamo è: con il mancato intervento, gli Ordini sono venuti meno a dei precisi obblighi istituzionali per cui sono ravvisabili dei reati? sinceramente non lo sappiamo, non si è avuto il tempo di valutarne i risvolti. Sicuramente gli iscritti dovrebbero iniziare a fare delle denunce formali dei diritti lesi e la conseguente richiesta di intervento del proprio Ordine a tutela della professione degli iscritti alla sezione B. Ciò imporrà una delibera in merito ed una presa di posizione ufficiale. La giustizia ha le sue regole alle quali non si può derogare, le mancanze vanno provate con documentazione certa, quindi con raccomandate AR e risposte cui gli Ordini provinciali non possono sottrarsi (Legge 241/90).

Un’ultima domanda ci sovviene: i Presidenti degli Ordini provinciali e Nazionali sono i Presidenti di tutti, o sono li , vista la loro inerzia a spendersi per gli iscritti alla sezione B,  a rappresentare solo gli interessi della “nobiltà”?

Un particolare ringraziamento ai colleghi presenti all’udienza che ci hanno supportato con la loro presenza.

Il Presidente.

Arch. iunior Antonino Arancio

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