SOCIETA’ TRA PROFESSIONISTI – Gli Ordini entrano nel mondo del capitale

Finalmente, dopo lunghi anni di oscurantismo, l’Italia si adegua ai più avanzati paesi europei, proponendo norme ed abrogandone di obsolete per un più agevole e moderno svolgimento delle professioni regolamentate.

L’art. 10 della Legge di stabilità 2012 (LEGGE 12 novembre 2011, n. 183, pubblicata in G.U Supplemento Ordinario n. 234/L) contiene al suo interno alcuni elementi di particolare novità per il mondo professionale: 1) la riforma degli ordinamenti professionali (che tratteremo in un distino articolo) e 2) le società tra professionisti oltre alcuni elementi di semplificazione.

I principi che sottendo dal citato art. 10 sono di liberalizzazione delle attività riservate e la possibilità di esercitare la libera professione nella forma di società,  secondo i modelli regolati dai titoli V e VI del libro V del codice civile, oltre ad un nuovo modello societario, le “società tra professionisti. I commi di riferimento vano dal 3 al 9 e l’11.

Gli elementi fondamentali per una trasformazione delle modalità di svolgimento delle professioni ordinistiche si ravvedono nei commi 3 e 11. Il primo in quanto permette, per presunzione di legge, la possibilità agli iscritti ad ordini, albi e/o collegi di poter esercitare la propria attività anche attraverso le  varie tipologie di società di cui ai titoli V (Delle Società) e VI (Delle Imprese Cooperative e delle Mutue assicuratrici) del libro V del codice civile, da cui le società ammesse sono: società in nome collettivo (snc), società in accomandita semplice (sas), società per azioni (spa), società in accomandita per azioni (sapa), società a responsabilità limitata (srl) e le cooperative, le quali si iscrivono alle Camere di Commercio e seguono le regole delle attività commerciali.

Tralasciando le snc e le sas, sono evidenti i vantaggi per i vari professionisti di poter costituire società limitando le responsabilità economiche al capitale investito.

L’elemento di vera novità, e di ciò non possiamo che ringraziarne i promotori,  nel quadro delle tipologie di società esistenti, è un nuovo modello societario, le “società tra professionisti”, il cui statuto preveda l’“esercizio in via esclusiva dell’attività professionale da parte dei soci”, l’ammissione in qualità di soci di iscritti ai vari albi, ordini e collegi, appartenenti anche in differenti sezioni, e di soggetti che svolgano prestazioni tecniche  o per finalità di investimento. In tali società, la denominazione sociale dovrà contenere l’indicazione “società tra professionisti”, potrà prevedere l’esercizio di più attività professionali e per i soci è previsto il divieto di partecipare a più società tra professionisti.

Di particolare interesse per gli iscritti alle sezioni B degli Albi di Architetti PPC e degli Ingegneri, la locuzione “anche in differenti sezioni”, in quanto non potrà esserne impedito o limitato l’ingresso in una società che ha quale oggetto sociale l’esercizio esclusivo di attività regolamentate.

Una caratterizzazione delle società tra professionisti, che le distingue dalle altre forme societarie, è che la stessa sarà sottoposta al regime disciplinare dell’ordine a cui risulta iscritta è dovrà rispettarne il codice deontologico come i soci professionisti.

Fondamentali, per la liberalizzazione del settore e la costituzione delle società tra professionisti è stato l’abrogazione (comma 11) della legge 23 novembre 1939, n. 1815 e s.m.i., la quale imponeva (comma 1 art. 1) la sola possibilità di associarsi per le attività che prevedevano una abilitazione professionale (le professioni ordinistiche), e di usare la dizione “«studio tecnico, legale, commerciale, contabile, amministrativo o tributario», seguito dal nome e cognome, coi titoli professionali, dei singoli associati”, mentre il comma 12 manda definitivamente in soffitta i tariffari professionali, i quali non potranno più essere presi a riferimento per la definizione della parcella. Quali conseguenze per i professionisti? La necessità di definire, sempre e per iscritto, il compenso pattuito, il quale potrà essere: a vacazione, a percentuale o a corpo.

Le nuove norme entrano in vigore il 01 gennaio 2012 e il Ministro della Giustizia, entro sei mesi dalla pubblicazione della legge, adotta un “regolamento” per disciplinare le materie di cui ai commi 4, lettera c) (svolgimento delle attività professionali solo da parte dei soci con requisiti, designazione del professionista incaricato scelto dal committente o dalla società),  6 (incompatibilità di partecipare a più società tra professionisti) e 7 (osservanza del codice deontologico).

Si rimanda per un maggiore approfondimento al seguente articolo de IL SOLE 24 ORE:  Società uninominali per gli Albi

A.A.

art. 10 Legge stabilità 2012
legge_23_novembre_1939_n._1815

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