Sismica Lazio – Ottenuto colloquio con Direttore Generale

Cari colleghi,

martedì 28 giugno il  SIND.IN.AR.3, nella persona del Presidente,  è stato ricevuto dal Direttore Generale della Direzione Genrale Infrastrutture della Regione Lazio.

L’oggetto del colloquio è stato la lettera del 15 giugno u.s. (vai all’articolo), a firma di tutti gli Ordini provinciali di Ingegneri ed Architetti della Regione,  con oggetto le competenze dei geometri. Lettera che di fatto suggerisce, anche se in maniera ambigua e sibillina, di denunciare tutti quei professionisti, diversi da Ingegneri ed Architetti, che effettuano il deposito di calcoli strutturali ed assumono la direzione dei lavori delle opere progettate, per esercizio abusivo della professione.

Il Direttore Generale, il quale mi è sembrato sincero, ne era ancora all’oscuro. Si ritiene per i tempi tecnici interni. Molte volte, nelle strutture pubbliche,  una missiva per arrivare dal protocollo alla scrivania del destinatario può impiegare anche un mese.

L’impressione avuta è stata più quella di un pubblico funzionario che vede strumentalizzato il suo ruolo per fini personalistici, che nel caso de quo è per questa o quella categoria professionale a danno di altre, quando, di contro, i nostri Ordini Professionali dovrebbero intervenire per richiedere snellimenti burocratici ed aiuti per migliorare i servizi resi da una Publica Amministrazione. Le Pubbliche Amministrazioni sono a servizio dei cittadini e non istituiscono una stato di polizia a vantaggio di pochi.

Nell’ambito della conversazione si è comunque evidenziato che, per quanto concerne la professione degli “iuniores” e le loro competenze, è pendente presso il Consiglio di  Stato il ricorso presentato dal Sind.In.Ar.3 avverso la sentenza del TAR Calabria e ciò per ribadire la rivendicazione delle nostre competenze quali “architetti” ed “ingegneri” cui si applicabno solo delle limitazioni.

E’ emerso inoltre che non dovrebbe rientrare nei compiti dell’ufficio indagare sulle competenze di ogni singolo professionista che effettua un deposito. Tra l’altro sembra che in diversi casi si sia assistito al deposito di Architetti ed Ingegneri che, seppur in possesso di un timbro “regolare” (falso), non avevano mai superato l’Esame di Stato e non erano iscritti a nessun Ordine.

Partendo da questo presupposto e da quello della “lettera” dovrebbe essere logico denunciare, per assurdo, ogni singolo professionista per la verifica dei suoi requisiti e ciò a prescindere del’Albo di appartenenza, non potendo sapere se anche l’Ingegnere o l’Architetto Sezione A sia o meno effettivamente iscritto.

Confidando nella buona impressione ricevuta, non possimo non chiedere a tutti icolleghi della Sezione B della Regione di informarci tempestivamente ove fossro intevenuti cambiamenti di trattamento a seguito della “lettera” inviata dagli Ordini, al fine di cercare di correggre sul nascere ogni abuso e/o vilaziopne di legge.

A.A.

Lascia un commento