La Sentenza del TAR di Catanzaro: farneticazioni o realtà

La Sentenza del TAR di Catanzaro n. 2785/2010 del 26 novembre 2010, in parte annunciata per la particolare “sensibilità” al territorio, presenta diversi profili di appellabilità per non dire di incongruenza, soprattutto se posta a confronto con quella dei geometri della Puglia.

In entrambi i casi le Regioni hanno ecceduto le loro competenze, e mentre nel caso della Puglia i Giudici hanno richiamato le svariate cassazioni ad opera della Corte Costituzionale, a Catanzaro si è ben pensato di formulare una interpretazione della norma “molto rigorosa” e limitata, senza nessun approfondimento dei contenuti delle due sentenze del C.d.S., limitandosi ad interpretare i soli articoli 16 e 46  del D.P.R. 328/2001 senza minimamente riguardare all’architettura complessiva della normativa. Normativa che in superficie può sembrare ambigua, mentre se letta attentamente, risulterà chiara e completa.

Per tornare alla sentenza ed al suo contenuto vi sono da fare delle precisazioni e dei distinguo.

Si legge: “Il ricorso è inammissibile quanto all’impugnazione della nota prot. 8484 in data 6 ottobre 2009 della Regione Calabria e del parere formulato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici prot. n. 126/09 del 24 luglio 2009, in quanto tali atti non hanno contenuto provvedimentale.” La prima la nota di restituzione degli elaborati progettuali e la seconda il “parere”.

Orbene, è ovvio che i due documenti se esaminati singolarmente non hanno contenuto provvedimentale, se invece si considerano nell’insieme dell’impugnativa ci si renderà conto che ognuno dei documenti riveste una funzione particolare, prodromica all’azione intrapresa.

La nota 8484 è stato il mezzo, notificato, che ha portato a conoscenza del Collega ingegnere e del SINDINAR3 della restituzione degli elaborati progettuali, e dalla data del suo ricevimento sono partiti i tempi tecnici per l’impugnativa.

Il parere del CSLLPP di contro, se da solo non poteva produrre effetti,  è l’elemento fondante della nota prot. n. 019651 del 28.09.2009 del Dirigente del Settore n. 02 del Dipartimento Regionale LL.PP,  nella quale si dispone  che “….. i Servizi Tecnici Regionali dovranno uniformarsi al parere espresso dal Consiglio Superiore dei LL.PP. nell’adunanza del 24.07.2009 prot. n°126/09.” Quindi la nota  fa suo il parere del CSLLPP rendendolo cogente e provvedimentale, dovendosi uniformare ad esso i Servizi Tecnici Regionali.

Nel proseguo il TAR soprassiede “dalle ulteriori questioni di rito sollevate dalla Regione“, ovvero contestazioni che vengono portate avanti pur sapendo della loro infondatezza, solo per non perdere ulteriore tempo e passare nel merito.

Nello specifico è da rilevare che, contrariamente a quanto affermato dalla Regione:  “a) il Sindacato difetta di legittimazione attiva, in quanto l’azione proposta tutela solo parte degli iscritti; b) il ricorrente ……… non ha impugnato la nota in data 7 ottobre2008;“. Le due affermazioni sono soltanto faziose in quanto: a) il SINDINAR3 è intervenuto a difesa di tutta la categoria e non solo del collega Ing. L.M. (diverso sarebbe stato il caso  se lo avesse difeso per un mancato pagamento di una parcella, in qual caso sarebe stato a tutela solo di parte degli iscritti) ,   mentre la tardiva impugnativa da parte del M. è assolutamente infondata, avendo l’Ing. ricorrente appreso solo il 6/10/2009 con la nota di restituzione del Progetto di quanto stava accadendo.

Per quanto riguarda il “merito” della sentenza, e la sua assurdità, rimandiamo a prossime pubblicazioni, nelle quali dimostreremo che:

  1. L’ “architetto iunior” e l’ “ingegnere civile e ambientale iunior” sono rispettivamente un “architetto” ed un “ingegnere civile e ambientale”, possono esercitare le relative professioni (di architetto e di ingegnere) così come conosciute ed affermate negli anni, con la preclusioni per l’uso di “metodologie avanzate, innovative o sperimentali”, metodologie riservate agli iscritti alla sezione A.
  2. Il Parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici è illegittimo, privo di qualunque fondamento giuridico e non fondato su ragioni valide, risultando del tutto illogico ed irrazionale.

e ciò secondo quanto interpretato dal Consiglio di Stato.

Nell’assurdità della Sentenza di Catanzaro ci preme comunque sollecitare una riflessione: si può paragonare la progettazione di una struttura in cemento armato di 2 piani fuori terra ed un seminterrato con ponti e grattacieli?

Concludiamo nell’evidenziare che gli unici organi demandati ad interpretare le leggi nell’ambito amministrativo sono il TAR in primo Grado ed l Consiglio di Stato in secondo grado, per cui loro e solo loro possono interpretare le norme nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Appare ovvio che  se la sentenza si consolidasse ogni Regione si sentirà in diritto di limitare la professione degli iuniores sul suo territorio.

Nel caso dell’Umbria, dove abbiamo contribuito al ritiro della nota limitativa, ove avessero avuto copia della documento della Regione Calabria, sarebbe stato più arduo convincerli al ritiro, e se sino ad oggi ogni funzionario che applicava le limitazioni di cui sono vittime i professionisti delle sezioni B rischiava l’accusa di “falso ideologico” e “falso in atto pubblico” con la sentenza emanata ciò non sarà più possibile, in quanto un giudice amministrativo ha dato un’interpretazione, e ci possa piacere o no ha un valore ed un peso. Loro e solo loro possono farlo in tale ambito.

Il Presidente.

Architetto iunior Antonino Arancio

20 risposte a “La Sentenza del TAR di Catanzaro: farneticazioni o realtà”

  1. ma di che parliamo?

    piano di studi o no, chissenefrega!!!

    il grave SCANDALO è quando affermato da CNI-CSLP-TAR…
    il grave scandalo si sviluppa in questi punti
    1- un geom può progettare alcune strutture in zona sismica (e chi dice il contrario non conosce le norme!!!)…parlo di Modeste Costruzioni Civili (in muratura)…e di piccole costruzioni agricole anche con l’uso del c.a.
    2- se sto geom si fa 3 anni di univ, esame di stato, iscrizione all’albo ing sez b settore a o analogo dell’albo arch… di fatto ha competenze strutturali ridotte, anzi ANNULLATE
    2(postulato)- di fatto, implicitamente e indirettamente tar-cni-clsp affermano che i primi 3 anni di univ rendono IGNORANTE un geom!!!
    3- poi il bello è che se sto geometra-ignorantizzato si fa altri due anni di univ, magari anche senza fare alcun esame strutturale (andatevi a vedere alcuni piani di studio!!!) allora diventa un genio, un mago delle strutture…

    questo è scandaloso!!! (ci vorrebbe una presa di posizione al riguardo da parte delle univ, del MIUR….
    anche del CNI, CNA, ma loro nella propria ottusità non tornano su quanto gia precedentemente affermato…
    tantomeno il cslp, visto che per loro i geom non possono affatto progettare…
    ma la cosa grave è che mentre cslp possono anche far pareri, anche privi di valore….la cosa grave è che vista la mancanza di posizione da parte di cni, ordini (dove erano gli ordini provinciali calabresi in quel ricorso?)….i giudici gli vanno dietro….anche se finiscono per affermare ASSURDITA’
    …da domani scriveremo sulla pergamena di laurea “geometra-ignorantizzato”

    solo in italia!!! che paese di merda!!!

    mi vien da ridere pensando ad un vecchietto che anni fa sentii dire mentre chiedeva spiegazioni al progettista….”mi scusi ingegnere se la mia ignoranza non è pari alla sua”…

    ecco a sentire tar-cni-cslp ogni geom dovrebbe rivolgersi cosi ad un ing-arch sez b…
    o anche a se stesso semmai gli venisse voglia di iscriversi all’univ

    ***

    ok sfoghi personali a parte, che si fa?

  2. Anch’io ho avuto problemi con il Genio Civile di Sulmona ma dopo un chiarimento con l’Arch. Mutti del sindacato ho deciso di passare alla diplomazia evitando ricorsi o cause che potevano danneggiare la categoria (sempre su suggerimento dell’Arch. Mutti)
    Era necessario, quindi, fare questo ricorso in Calabria?
    Con una legge così chiara è sicuro che il ricorso sia stato fatto bene?
    Non è il caso di impugnare la circolare del Ministero che è quella che causa tutti gli equivoci?
    Tenete presente che sono i nostri ordini i primi che ci vengono contro addirittura contattando i Sindaci per spiegargli, a loro modo, che noi siamo inferiori anche ai geometri.
    L’Inarcassa la paghiamo, non è il caso di fare una battaglia anche lì?
    Suggerisco, infine, che il sindacato scriva una nostra interpretazione della legge e cosa possiamo chiedere per chiarirla.
    Ogni iscritto, poi, contatti persone che rivestono cariche importanti che magari si conoscono (Onorevoli ecc.) e portiamo a conoscenza il nostro problema.
    Ricordiamoci che è imminente la riforma dell’Università
    NB Non scordiamoci che la legge ci vieta anche di fare lavori pubblici da soli.

  3. hahahahaha !! dunque la cassazione ha detto che un laureato ha competenze superiori a quelle di un diplomato.
    Il tar puglia ha detto che i geometri possono progettare in zona sismica.
    Il tar calabria dice : Gli ingegneri laureati iscritti alla sez. B non possono farlo.
    ahahahaha (risata isterica) è proprio il paese delle banane e dei cavoli a merenda.
    non sono elettore di centrodestra però quando qualcuno dice che certi giudici farebbero bene a cambiare mestiere, non ha torto.

  4. hahahahaha !! dunque la cassazione ha detto che un laureato ha competenze superiori a quelle di un diplomato.
    Il tar puglia ha detto che i geometri possono progettare in zona sismica.
    Il tar calabria dice : Gli ingegneri laureati iscritti alla sez. B non possono farlo.
    ahahahaha (risata isterica) è proprio il paese delle banane e dei cavoli a merenda.
    non sono elettore di centrodestra però quando qualcuno dice che certi giudici farebbero bene a cambiare mestiere, non ha torto.

    Spettacolare…. è la definizione giusta per questo paese di merda!
    Quattro anni per prendere uno straccio di carta che non serve ad una mazza di niente

  5. ORA CHE FACCIAMO ANDIAMO A FARE GLI ACCATTONI OPPURE MORIAMO DI FAME, SE NON SI MOBILITA IL PARLAMENTO E’ TUTTO INUTILE…CARO SINDACATO VAI A PARLARE CON CHI DI DOVERE FAI CASINO IN PARLAMENTO, ALTRIMENTI SIAMO GIA’ BELLI FRITTI POSSIAMO CHIUDERE GLI STUDI. FATE CASINO!!!!!!!!!!!!!!

    1. Caro Giovanni,
      posso comprendere le tue frustrazioni in questo momento cosi delicato in cui ci troviamo e di conseguenza i toni che utilizzi.
      Ognuno di noi ha il suo stile e le sue convinzioni. Personalmente credo che rivolgersi al Parlamento sia inopportuno, e non perché i nostri politici sono inaffidabili o altro, semplicemente per essere il DPR 328/01 sufficientemente chiaro da permetterci di operare con dignità e professionalità. Abbiamo solo bisogno di arrivare al Consiglio di Stato per far cassare la sentenza del TAR di Catanzaro. L’obbiettivo è vicino manca poco. Dopo e solo dopo, ove il CdS non dovesse darci ragione allora quello sarà il momento di “fare casino” come ci hai sollecitato a fare. Ti dirò di più se dovessimo perdere la mia prima azione sarà cancellarmi da INARCASSA e dare quanti più consigli potrò per impedire di continuare a “foraggiare” le pensioni dei “senior” che tanto si stanno adoperando per eliminarci dal mercato.
      Chiudo chiedendoti di sostenerci con un tuo contributo nell’interesse di tutti noi e ti invito a darci un poco di fiducia, il nostro avvocato sino ad ora ha fatto un buon lavoro te lo posso garantire.
      Cordialmente.
      A.A.

  6. Ormai la tramvata sul grugno l’abbiamo presa, e bisogna pensare ad andare avanti.
    Il ricorso al Consiglio di Stato verrà presentato? Stiamo attenti che una ulteriore condanna delle nostre posizioni, sarebbe la pietra tombale alla professioni sez. B.
    Occorrono tecnici del diritto e argomenti giuridici all’altezza del compito, altrimenti e meglio non farne niente.
    Nel frattempo nei corridoi dell’ università ho assistito a discussioni in cui gli studenti affermavano che la legge Gelmini ha cancellato le lauree triennali, che il tribunale (quale?) ha abolito il DPR 328 ecc…..

    1. Caro Collega,
      i tecnici del diritto di cui tanto parli brancolano nel buio nella materia delle nostre competenze come in quella del sistema universitario post 509/99, te/ve lo posso garantire. Ormai ho una esperienza tale in materia che posso permettermi di verificare dove mi sta portando il mio legale, l’ing. L.M. ti/vi può confermare che il 5 dicembre 2009 fermai tutto quando mi resi conto che il ricorso non comprendeva degli elementi fondamentali per poter vincere in appello.
      Vi siete chiesti per quale motivo non siamo intervenuti ad adiuvandum con un’altra associazione che ha intrapreso il nostro stesso percorso in Calabria? Per noi NON era pertinente ai nostri obiettivi, avere riconosciute le nostre competenze.
      Il ricorso da noi presentato è un buon ricorso ed ha in se tutti gli elementi necessari a vincere al Consiglio di Stato, fermarsi sarebbe poco intelligente.
      Per quanto riguarda la riforma Gelmini, sei sicuro di ciò che affermi, ne parli per interposta persona (gli studenti nei corridoi delle università) e in un certo qual modo te ne fai portatore. Non credi sarebbe opportuno informarsi meglio, magari trovando l’articolo nel quale si parla più o meno esplicitamente di cancellazione delle lauree triennali.
      Personalmente dubito fortemente che si possa trovare un siffatto articolo, sarebbe incongruente, l’unica azione in merito che la Gelmini sta portando avanti è l’eliminazione dei corsi di laurea e laurea magistrale con 3-10 studenti ed i corsi di laurea che non danno vere opportunità di lavoro.
      Nonostante le tue paure, spero comunque che vorrai essere al nostro fianco nel ricorso al Consiglio di Stato che intendiamo perorare per difendere i nostri diritti.
      Cordialmente.
      Antonino Arancio

  7. Caro Presidente Arancio,
    leggendo il tuo intervento del 16 di risposta, presumo al mio, del 14 ho faticato non poco a rapportarlo a quello che avevo scritto.
    Raccomandavo attenzione ai legali ed a quello che scrivono , chiedendo che fossero di comprovata capacità, e tu mi confermi le mie intuizioni affermando che tutti ” brancolano nel buio nella materia delle nostre competenze come in quella del sistema universitario post 509/99″. ma che tu sapendo di queste cose hai fermato la prima stesura del ricorso perchè non adeguato. Non mi sembra che in assenza di notizie in merito l’aver messo in guardia delle difficoltà della materia del ricorso sia cosa diversa da quelle poi da te confermate.
    Per le “leggende metropolitane ” che circolano all’università che io frequento per la laurea magistrale , non ho mai parlato di articoli di giornali (perchè mai?), ma solo di discorsi fatti, durante l’attesa di un esame con mia presenza attiva in funzione di avvisare come così non fosse, volendo evidenziare della cattiva informazione di cui soffriamo anche tra persone che dovrebbero essere informate puntualmente, come studenti e prof.
    Poi cosa è la realta e cosa è scritto nella Gelmini e nella sciagurata sentanza del TAR Catanzaro, lo conosco benissimo.
    Comunque mi sembra di capire che il ricorso al Consiglio di Stato è stato o sarà presentato o anche qui mi sbaglio ?
    cordiali saluti.
    ing. Bruno

    1. Caro Bruno,
      da ciò che mi scrivi ho la conferma che parlare è una cosa e scrivere è un’altra. Lo scritto è sempre più difficile.
      Come avrai potuto capire, da quanto pubblicato, ci stiamo adoperando per presentare il ricorso.
      So una sola cosa, in questo momento posso contare esclusivamente sulle mie personali conoscenze per cercare di istradare il legale nella giusta direzione, poi lui farà il resto. Se noi non sappiamo dove andare lui certamente lo ignora.
      L’ignoranza che regna nell’Università sulla materia è abissale, anzi ti dirò di più forse qualcuno di loro la verità la conosce anche, è che preferisce tenerla nascosta per farci desistere.
      Una cosa è sicura, la Regione Calabria ci ha notificato il ricorso per non darci il tempo di ricorrere, altrimenti cosa sarebbe cambiato se avessero fatto trascorrere i 6 mesi, nulla se non un pò di tempo in più per organizzarci. ed è proprio il tempo che ci hanno voluto sottrarre.
      Spero e confido nel sostegno di tutti i professionisti della sezione B per un aiuto concreto, che oggi purtroppo si riduce ad un contributo economico, se riusciamo a vincere al CdS la strada da quel momento sarà tutta in discesa.
      Cordialmente.
      A.A.

  8. In data 17/11/2010 il CNI ha fatto una nuova vergognosa circolare..ma insomma a che gioco stiamo giocando, è evidente che ci vogliono fare fuori. Sindacato se ci sei batti un colpo. Il CNI non ci rappresenta !!!!

  9. Moderatore e tu pensi che i nostri problemi possano essere risolti facendo denunce a destra e a manca, io non penso! Il problema è politico e basta. Bisogna mettere mano ad una legge che sia chiara e che specifichi senza confusione quali sono i limiti degli ingegneri iscritti nella sez.B. Te lo dico come ex geometra e come il termine modesta costruzione mi ha rotto le palle tutta la vita….oggi è semplice. Se non si fa una legge ci sarà sempre qualcuno a mettere limiti alla nostra professione…oggi è il TAR calabrese domani è il Consiglio di stato.

    Visualizza altro http:…. omissis….

    1. Caro Giovanni,
      quello che penso è che si dovrebbe appellare la sentenza del TAR di Catanzaro, e su questa strada ci stiamo muovendo.
      Personalmente il 328 lo preferisco così com’è, una volta chiarito che siamo Architetti ed Ingegneri con le loro competenze, cui sono precluse solo le attività innovative e sperimentali, la strada è tutta in discesa. Ci vuole pazienza e perseveranza.
      Mi scuserai se ho omesso il link che ci hai segnalato, il tenore che sto cercando di dare a questo sito è di tutt’altra fattura. Personalmente non sono interessato a titoli altisonanti, a chiamarmi dottore o architetto o ingegnere, ciò che mi interessano sono le competenze. Avere il titolo per essere una scatola vuota serve a poco.
      Abbi più fiducia nel Consiglio di Stato, hanno salvato per ben due volte il 328 e la sua struttura, ti dirò sono stati abbastanza chiari. Poi se vogliamo prendere per buono coloro che travisano i fatti, e su questo sito ne abbiamo parlato, che dire, tutto può essere.
      Ci consigli un legale, non ho pubblicato il nome per una questione di privaci, sono sicuro che è un ottimo docente e persona preparatissima, purtroppo l’esperienza di Catanzaro mi ha insegnato che è meglio essere vicini in termini di distanze chilometriche, ti assicuro che è un problema parlare solo per telefono.
      C’è un altro problema non di poco conto, è difficile farsi capire e ognuno di noi spesso tende a seguire i propri pensieri e ragionamenti ascoltando poco chi sta dall’altra parte, per cui se si è vicini è meglio.
      Mi dici che sei un ex geometra, non ti preoccupare il DPR è strutturato per evitare i problemi che avete avuto in 80 anni di professione ed è per questo che i senior si stanno prodigando tanto per tagliarci le gambe. C’è un unico inconveniente in ciò, potrebbe accadere che i geometri come categoria possano sparire, personalmente non ho nulla contro di loro o contro i periti, sono perone laboriose e capaci che hanno la mia massima stima, temo solo la loro caparbietà e per salvare il titolo mi sembrano disposti ad affossarci
      A.A.

  10. Per quanto riguarda il parere non sono riuscito a trovarlo vedi se ci riseci tu, ma sicuramente sai che di pareri del C.N.I. contro gli ingegneri della sez. B ne escono uno al giorno, per non parlare del Consiglio dei lavori Pubblici, che vergogna!!!!! Segretario è giusto intraprendere le lotte contro la sentenza del TAR, ma è anche doveroso, combattere contro il CNI, l’unico a volerci tagliare le gambe. Anche se i pareri non hanno nessun valore legale, risultano essere altrettanto dannosi se vengono letti da impiegati il cui cervello (lasciamo stare). Quindi sono a tutti gli effetti dei veri e propri atti di diffamazione nei confronti della sez.B.

  11. Ditemi perchè io non posso fare autonomamente lavori pubblici? Se faccio lavori privati penso che non cambi niente in quelli pubblici, forse per il fatto di essere sfruttati da un ingegnere della sez.A. Caro presidente Arancio la legge va cambiata, come puoi dire che è esaustiva. Perchè non posso fare collaudi?

    1. Caro Giovanni,
      giorni fa mi è arrivato con edilizia e territorio il nuovo regolamento dei LL.PP., per gli impegni di questi giorni non ho avuto tempo di dargli un’occhiata, mi sembra comunque, dalle bozze su cui ho lavorato qualche anno fa, che non fosse così male per noi, e se non ricordo male rimandava alle nostre competenze senza specificarle.
      Spero, dopo aver superato nei prossimi giorni il problema CdS di dargli un’occhiata più approfonditamente, comunque senza competenze chiarite non andiamo da nessuna parte.
      A.A.

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