Ricorso Sentenza TAR-Calabria ottenuto RG al Consiglio di Stato

Cari Colleghi Ingegneri ed Architetti,

torniamo a pubblicare dopo un lungo periodo di silenzio e le notizie da comunicare sono tante.

I primi di marzo i nostri avvocati hanno provveduto a depositare il ricorso, con le documentazioni di rito, presso la cancelleria del Consiglio di Stato, formalizzando definitivamente l’impugnazione della Sentenza n. 02795/2010 del T.A.R. Calabria sede di Catanzaro.

Senza questo atto finale tutti i nostri sforzi fatti sino a quel momento sarebbero stati vani, ed anche in questo caso non possiamo che ringraziare tutti coloro che sino ad oggi hanno contribuito con i loro versamenti senza i quali nulla sarebbe potuto essere possibile.

Il Numero di Ruolo Generale assegnato è il 1629/2011 e la Sezione  è la IV.

Coloro che di voi conoscono le due sentenze “pilastro” sull’interpretazione del D.P.R. 328/01 ( le n. 1473/2009 e la n. 2178/2008), saprà che fu proprio la sezione IV a cassare i ricorsi, per l’annullamento del 328, presentati dall’Ordine degli Architetti PPC di Roma e dal Consiglio Nazionale Ingegneri (a questo secondo il SIND.IN.AR.3 partecipò ad opponendum), entrambi condannati alle spese di giudizio. Euro 12.000,00 il primo ed Euro 26.000,00 il secondo. Naturalmente ciò non vuol dire che la strada da percorrere sarà tutta in discesa, solo che è un po’ meno ripida avendo dall’altra parte una Sezione che comunque è preparata in materia.

Una nota è doverosa,  i componenti della Sezione sono quasi tutti cambiati (ne sono rimasti solo due), anche se qualcuno si è trasferito solo in una Sezione diversa. Ciò fa gioire i nostri nemici, in quanto sperano in una “visione diversa” del 328/01. In generale il CdS fa riferimento alle sue precedenti sentenze, anche se di vecchia data, e per cambiare opinione dovrebbero essere intervenuti dei fattori modificativi sostanziali che oggettivamente non ci sembra di ravvedere, o così almeno speriamo.

Quali i passi da qui in poi?

I tempi tecnici per la discussione del ricorso possono arrivare anche a due anni. Speriamo, con l’aiuto dei nostri legali, di trovare un appiglio che ci possa permettere di poter abbreviare tale periodo. Un atto dovuto soprattutto per i colleghi della Calabria particolarmente vessati dagli Uffici tecnici locali.

Purtroppo dobbiamo comunicare che anche in Sicilia stanno iniziando a sorgere molti problemi. In diversi Uffici  si utilizza direttamente  il parere del Consiglio Superiore per impedire agli iscritti alle sezioni B  l’esercizio della professione.

Prossimamente i nostri legali si recheranno in Sezione per ritirare l’atto di costituzione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per il C.S.LL.PP. e i documenti depositati ed iniziare a ragionare sulle loro posizioni. Nulla ancora da parte della Regione Calabria.

I contenuti del Ricorso in sintesi.

Alcune osservazioni sulla Sentenza n. 02795/2010 del T.A.R. Calabria sede di Catanzaro sono doverose, frutto dei tanti colloqui sia con i nostri legali che con quelli con cui si sono avute audizioni prima di affidare l’incarico.

1.      La notifica della sentenza è stata in generale interpretata come una scortesia nei nostri confronti, in genere si lasciano trascorrere i 6 mesi canonici dalla pubblicazione, senza l’abbreviazione di tempi (a 60 giorni) con la notifica di parte per il ricorso in appello.

2.      Una tale azione è stata vista come una debolezza da parte loro, in quanto avrebbero voluto che non fosse appellata così oggi avrebbe fatto giurisprudenza, seppur di un TAR.

3.      La sentenza vera e propria si riduce ad una paginetta, o meglio a sole 25 righe effettive, molto poche se si considera la delicatezza delle problematiche dalla stessa toccate e le motivazioni prodotte sono spesso apodittiche, prive di logica normativa.

Elementi cardine della Sentenza del TAR Calabria:

1. ….. che l’architetto e l’ingegnere juniores non sono mai chiamati a risolvere problemi di speciale complessità, nel senso che né l’opera da realizzare, né le metodologie da applicare possono risultare complesse;

2. c) le costruzioni in zona sismica,invece, devono sempre reputarsi di speciale difficoltà, poiché la loro progettazione presuppone l’applicazione di metodologie e normative complesse e richiede una conoscenza avanzata dell’ingegneria strutturale e geotecnica;

3. ……..che la costruzione in zona sismica implichi pur sempre la soluzione di un complesso problema progettuale e normativo;

4. … in altri termini, l’opera realizzata in zona sismica non è mai semplice e le metodologie da applicare, in ragione della complessità tecnica e normativa della progettazione, non possono mai considerarsi “standardizzate”, cioè di routine, a dispetto del fatto che le soluzioni tecniche adottate possano essere consolidate dall’esperienza;

5. .. ciò vale non solo per quanto attiene le prescrizioni di cui al d.m. in data 14 gennaio 2008, ma anche in relazione alla normativa previgente.

Le motivazioni del ricorso a grandi linee.

1.      La sentenza del TAR Calabria svuota di competenze tutti gli iscritti alle Sezioni B degli Ordini degli Architetti ed Ingegneri senza aver valutato se l’opera progettata avesse o meno le caratteristiche di legge non analizzando il progetto di L.M. (un fabbricato rurale di 4.100 mc in cls);

2.      La Sentenza ipotizza “….una conoscenza avanzata dell’ingegneria strutturale e geotecnica” da parte del professionista che progetta in zona sismica, mentre in base ai contenuti formativi previsti dalle classi di Laurea e laurea Magistrale (ex DM 509/99 e 270/04) per l’accesso alle professioni di architetto ed ingegnere magistrale o triennale   non è più possibile avere una uniformità della formazione su tutto il territorio nazionale; infatti l’art. 7, comma 1, del DPR 328/01 (Valore delle classi di laurea) prevede che “I titoli universitari conseguiti al termine dei corsi di studio dello stesso livello, appartenenti alla stessa classe, hanno identico valore legale ai fini dell’ammissione agli esami di Stato, indipendentemente dallo specifico contenuto di crediti formativi.”, e ciò sia per le professioni di cui alla sezione A che per quelle di cui alla sezione B. Ne deriva, pertanto, che sia per i professionisti della sezione A che per quelli della sezione B dei due Albi in questione, non è più possibile affermare con certezza se siano in possesso di  “conoscenza avanzata dell’ingegneria strutturale e geotecnica”.

3.      La Sentenza distingue tra progettazione in zona sismica e zona non sismica, mentre la normativa attualmente in essere, il  “Regolamento per le professioni di ingegnere e di architetto” (artt. 51 e 52 del . R.D. 23 OTTOBRE 1925, N. 2537) che fissa le competenze dei professionisti iscritti nei due Albi (Architetti ed Ingegneri), non contiene, al suo interno,  distinzioni tra le progettazioni in zona sismica e progettazioni in zona non sismica.

4.       La sentenza si dimostra illogica nella parte in cui equipara la “metodologia standardizzata” alla “metodologia standardizzata semplice”; nessuno ha mai affermato o potrà mai affermare che le normative per la progettazione in generale e quelle per la progettazione in zona sismica siano semplici, ove lo fossero non dovrebbe servire essere iscritti ad un albo professionale, inoltre è da tenere presente che il DPR 328/01 non qualifica la “metodologia standardizzata” che quindi racchiude in se sia quella semplice che quella complessa.

A.A.

5 risposte a “Ricorso Sentenza TAR-Calabria ottenuto RG al Consiglio di Stato”

  1. Gentile presidente Arancio il ricorso al C.d.S. è un fatto importante ma non si dimentichi dei soprusi presso i vari genio civile della Sicilia…stiamo rimanendo senza lavoro.

    1. Caro Giovanni,
      ho saputo dei notevoli problemi che avete in Sicilia in un colloquio avuto presso il CSLLPP, so che molti di Voi hanno mandato dei fax di protesta allo stesso.
      Sto cercando di avviare delle iniziative che possano essere di aiuto sia a Voi che a tutti i colleghi che dovessero incontrare funzionari beceri privci di qualunque conoscenza giuridica in materia, spero di darvene presto notizia.
      Ciò che posso chiedervi, nell’interese comune, è cercare di agire uniti, con un’unica regia. Cercate per quanto possibile di informarci di quegli uffici che rendono operativo il parere del CSLLPP, privo anche del recepimento di una ciorcolare regionale (comunque illegittimo).
      Tempi permetendo, ….. e fondi, stiamo cercando con i nostri legali di mettere a punto un esposto penale circostanziato da far presentare congiuntamente dal professionista ed il SINDINAR3, così da poter aiutare i vari colleghi sul territorio e ciò in attesa che il ricorso al CdS vada in porto.
      Aiutate ad aiutarVi.
      Cordialmente.
      Antonino Arancio

  2. PRESIDENTE ARANCIO SPERO CHE NEI RICORSI PRIMA AL TAR E POI AL CDS SIA STATA CITATA LA SENTENZA SOTTO, ALTRIMENTI FARA’ SOLO DANNO ALLA PROFESSIONE.

    La frase scritta alla fine di pag. 4 della sentenza del T.A.R. di Sicilia sede di Catania ricorso n° 1105 del 2009, recita:

    “Va premesso che in zona sismica ai sensi dell’art. 17 della L. 64/1974 possono essere eseguite costruzioni su progetto di ingegneri, architetti, geometri o periti edili iscritti all’albo, nei limiti delle rispettive competenze”
    Questa frase praticamente annulla la circolare del CNI che limita le competenze degli ingegneri triennali in zona sismica. Inoltre può essere citata come fonte ufficiale e non come parere non vincolante quali sono le circolari del CNI.

    vedi link: SENTENZA TAR SICILIA

    1. Caro Giovanni,
      spero mi scuserai il ritardo nella risposta.
      La frase cui ti riferisci non è stata citata né nel ricorso in primo grado né nel ricorso in secondo grado.
      Questo comunque non ci dovrebbe allarmare più di molto, in quanto nel ricorso di primo grado era stato inserito un riferimento che nello specifico era anche più importante, ovvero che il buon L.M. aveva progettato secondo la vecchia normativa, con la quale dal 2003 al 2008 hanno accettato a tutti i professionisti iuniores il deposito dei calcoli.
      Orbene se leggi attentamente la sentenza del TAR Calabria noterai che i giudici hanno liquidato sbrigativamente quanto portato alla loro attenzione e ciò non sarebbe dovuto accadere, essendo sorti tutti i problemi solo con la nuova normativa, da cui l’interpretazione del CSLLPP.
      Inoltre c’è da dire che il TAR, prescindendo da qualunque considerazione fatta nel ricorso, ha “confezionato” una sentenza priva di contenuti di merito se non quelli di voler dire che non abbiamo competenze.
      Quale in sintesi la morale: il TAR Calabria avrebbe risposto negativamente a prescindere del contenuto del ricorso.
      Un elemento è comunque importante, avere appellato la sentenza in quanto così NON è passata in giudicato ….. e ti posso garantire che non è cosa da poco.
      Cordialmente.
      A.A.

  3. Gentile Presidente volevo segnalare altri paradossi che riguardano la nostra professione o meglio il nostro titolo di iunior.
    Noi non possiamo progettare da soli opere pubbliche perchè la normativa ci impone di avere altro tecnico laureato come coprogettista e il Genio Civile di Sulmona me lo ha fatto notare al primo progetto presentato obbligando l’ente a dare altro incarico e minacciando le solite segnalazioni in procura.
    I geometri, invece, possono presentare progetti pubblici firmandoli come unico progettista.
    Forse è ora di muoverci anche per risolvere questo problema

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