Perso il Ricorso presso il TAR della Calabria – Professione degli architetti iuniores ed ingegneri iuniores a rischio estinzione

Preg.mi Colleghi,

Il TAR della Calabria sede di Catanzaro, con la sentenza n. 2785/2010 del 26 novembre 2010 ha respinto il ricorso presentato dal SINDINAR3 al fianco dell’ing. L.M. contro la restituzione del progetto di un edifico in cemento armato di due piani fuori terra ed uno seminterrato, considerandolo inammissibile e formulando comunque delle considerazioni.

Ove tale sentenza rimanesse in appellata, e si consolidasse, la professione che esercitiamo potrà essere considerata  inutile,  e gli anni persi su i tavoli delle università italiane potranno essere considerati gettati al vento se non integrati con un ulteriore biennio, evenienza oramai quasi improba in considerazione della forte contrazione degli accessi presso le università italiane.

Soprassediamo per il momento ogni commento in quanto ne stiamo valutando attentamente il contenuto per ogni decisione di merito. Ci preme comunque rilevare che si notano delle eccessive difformità con la sentenza emessa a favore della professione da geometra dal TAR della Puglia, in considerazione che l’oggetto era simile se non di ugual matrice.

Anche in considerazione di quanto avvenuto in Puglia Vi invitiamo comunque a riflettere sull’utilità di compattare le nostre categorie e forze per il “diritto alla professione”,  diritto che qualcuno vuole negarci.

Il Presidente

Architetto iunior Antonino Arancio


sentenza

10 risposte a “Perso il Ricorso presso il TAR della Calabria – Professione degli architetti iuniores ed ingegneri iuniores a rischio estinzione”

  1. Ecco ……………. e adesso cosa si fa???
    Ci rassegnamo!!!
    Io personalmente dopo questa sentenza ho finito la mia carriera …………. ancor prima di cominciarla (dato che ho solo 30 anni)!!!
    Il mio lavoro è basato principalmente sulla progettazione architettonica e strutturale …………. fin ora non mi sono praticamente occupato d’altro!!!!
    Cosa devo fare adesso????

    L’unica soluzione, a questo punto è uscire dai nostri rispettivi ORDINI (Ingegneri ed architetti) visto che non ci tutelano minimamente!!!!
    Io nel mio piccolo inizierò a farlo!!! Mi cancellerò dall’albo degli ingegneri , tanto l’iscrizione a questo punto non mi serve più a nulla!!!

  2. è arrivato il momento di condividere con tutti gli iscritti della sezione B le strategie di rivalsa su questa sentenza.

    NON POSSIAMO ARRENDERCI di fronte a questa castrazione professionale.

    é il momento di affrontare insieme la prossima battaglia, senza chiusure mentali, ma con l’umiltà degna di una categoria nascente e riformista

    ADRSTUDIO

  3. senza parole. ci facciamo mettere i piedi in testa da tutti e da tutto. questo non sarebbe successo ad un geometra, visto la potenza del loro collegio. siamo trooooooppppppoooo scarsi

  4. A mio avviso chi ha un piano di studi universitario in cui sono dimostrabili le competenze nell’ambito della calcolazione statica non ha nulla da temere. Certamente se TUTTI stanno zitti ci calpestano.

    1. I titoli universitari conseguiti al termine dei corsi di studio dello stesso livello, appartenenti alla stessa classe, hanno identico valore legale ai fini dell’ammissione agli esami di Stato, indipendentemente dallo specifico contenuto di crediti formativi.”
      In considerazione di quanto dispone la norma è ovvio che le competenze non possono essere influenzate dal contenuto formativo del proprio corso di studi.
      Il nostro “sembra” essere un sistema perfetto. L’università forma e l’Esame di Stato accerta le conoscenze e le capacità per operare.

  5. Se almeno un corso universitario in ingegneria strutturale abilita all’esame di stato per l’iscrizione alla sezione B questo è piu’ che sufficiente per abilitare alla calcolazione statica in zona sismica anche tutti gli altri iscritti al settore a.
    Ritengo che la questione è stata affrontata nel modo errato.

    1. Non so se ho compreso bene il senso di quello che si è voluto dire.
      Personalmente ho compreso questo: se un laureato triennale in un percorso universitario in ingegneria strutturale può sostenere l’esame di stato per la professione di “ingegnere civile e ambientale iunior” allora anche tutti gli altri iscritti allo stesso settore possono effettuare calcoli in zona sismica, e
      immagino che con “settore a” si volesse intendere il settore “Civile e Ambientale” della sezione B.
      La norma (e non è il mio pensiero o desiderio) dice altro, è ininfluente il contenuto in crediti formativi, quello che conta è la classe di laurea.
      La legge è molto sottile, tra l’altro nella logica si sottende l’abolizione del valore legale del titolo.
      Riflettiamoci sopra! Personalmente ho scelto di sostenere l’esame di stato per la professione di “architetto iunior”, nessuno di contro mi avrebbe potuto impedire di sostenerlo, sempre con lo stesso titolo, per la professione di “ingegnere iunior” o da geometra o da perito edile. Un titolo quattro professioni a cui poter afferire. E’ ovvio che che in un tale sistema l’esame di Stato riveste un ruolo fondamentale, serve a verificare che effettivamente il candidato possa svolgere la professione per cui si sta abilitando, prescindendo dagli esami che ha sostenuto all’università.

  6. ma di che parliamo?

    piano di studi o no, chissenefrega!!!

    il grave SCANDALO è quando affermato da CNI-CSLP-TAR…
    il grave scandalo si sviluppa in questi punti
    1- un geom può progettare alcune strutture in zona sismica (e chi dice il contrario non conosce le norme!!!)…parlo di Modeste Costruzioni Civili (in muratura)…e di piccole costruzioni agricole anche con l’uso del c.a.
    2- se sto geom si fa 3 anni di univ, esame di stato, iscrizione all’albo ing sez b settore a o analogo dell’albo arch… di fatto ha competenze strutturali ridotte, anzi ANNULLATE
    2(postulato)- di fatto, implicitamente e indirettamente tar-cni-clsp affermano che i primi 3 anni di univ rendono IGNORANTE un geom!!!
    3- poi il bello è che se sto geometra-ignorantizzato si fa altri due anni di univ, magari anche senza fare alcun esame strutturale (andatevi a vedere alcuni piani di studio!!!) allora diventa un genio, un mago delle strutture…

    questo è scandaloso!!! (ci vorrebbe una presa di posizione al riguardo da parte delle univ, del MIUR….
    anche del CNI, CNA, ma loro nella propria ottusità non tornano su quanto gia precedentemente affermato…
    tantomeno il cslp, visto che per loro i geom non possono affatto progettare…
    ma la cosa grave è che mentre cslp possono anche far pareri, anche privi di valore….la cosa grave è che vista la mancanza di posizione da parte di cni, ordini (dove erano gli ordini provinciali calabresi in quel ricorso?)….i giudici gli vanno dietro….anche se finiscono per affermare ASSURDITA’
    …da domani scriveremo sulla pergamena di laurea “geometra-ignorantizzato”

    solo in italia!!! che paese di merda!!!

    mi vien da ridere pensando ad un vecchietto che anni fa sentii dire mentre chiedeva spiegazioni al progettista….”mi scusi ingegnere se la mia ignoranza non è pari alla sua”…

    ecco a sentire tar-cni-cslp ogni geom dovrebbe rivolgersi cosi ad un ing-arch sez b…
    o anche a se stesso semmai gli venisse voglia di iscriversi all’univ

    ***

    ok sfoghi personali a parte, che si fa?

  7. …abbiamo perso una battaglia, ma non “LA GUERRA” !!!
    … uniamo le forze, il sindacato, “purtroppo” ha bisogno del nostro aiuto, ed in questo momento in particolare, di $ soldi $…
    … non affliggetevi, torneremo vincenti !!!
    Vi esorto, anche e purtroppo in questo periodo di congiuntura economico-lavorativa di fare un versamento a favore del sindacato, fatelo anche se come me non siete iscritti, e girate l’info anche ai vostri colleghi !!!

    …un abbraccio a tutti !

    Giorgio

  8. Uniamoci tutti e combattiamo contro l’ignobile timbro professionale che ci hanno dato dobbiamo omettere la parola iunior visto che facciamo parte della sezione B che ci identifica creamo la commissione arcitetti sez.B nei nostri ordini, ci permettano di inserire il titolo accademico di dott. in altre parole facciamoci rispettare.

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