La storia dell’architetto Carlo Scarpa | Artribune

Consiglio la lettura di un articolo che dovrebbe far riflettere sotto diversi punti di vista, in particolare quei colleghi che hanno una visione “univoca” dell’essere architetto.
Architetto è colui che ha “passione” per la materia e ciò a prescindere dal titolo conseguito.
Concetto troppo spesso dimenticato pensando più al valore legale del titolo conseguito che ai contenuti di ciò che si è prodotto.
Titolo accademico e abilitazione, e non per criticare le norme (che ci piacciano o no vanno ossequiate), che troppo spesso sono il mezzo per ELIMINARE validi concorrenti. E qui un pensiero va a tutti gli architetti iunior (senza dimenticare gli ingegneri iunior) troppo spesso vessati da colleghi che sbandierano i loro titoli magistrali, senza neppure entrare nel merito delle capacità e competenza.
Invito a riflettere su tutto il contenuto del bell’articolo di Luigi Prestinenza Puglisi (senza nessun intento di strumentalizzazione):
I grandi architetti non si sono mai laureati. Mies van der Rohe, Le Corbusier e Wright non potevano vantare il pezzo di carta. E neanche Carlo Scarpa.

Antonino Arancio

https://www.artribune.com/progettazione/architettura/2018/10/carlo-scarpa-storia-italia/

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