In attesa della Sentenza del Consiglio di Stato

Preg.ti Colleghi,

il 3 gennaio 2011 i nostri avvocati hanno presentato le repliche alle memorie della Regione Calabria, memorie copia di quelle di  primo grado, senza nessuna innovazione o elemento di pregio che potesse in qualche modo confutare quanto sostenuto nelle motivazioni del ricorso presentato dal SIND.IN.AR.3 congiuntamente con l’ing. L.M. .

Dette repliche hanno riguardato: un eventuale Difetto di legittimazione del SINDINAR3, il quale avrebbe dovuto agire nell’interessi di tutti gli iscritti al sindacato (e quindi architetti iunior, ingengeri civile e ambientale inuior, ingegneri dell’informazione iunior ed ingengeri industriali iunior); l’inammissibilità del ricorso in quanto L.M. avrebbe dovuto impugnare la prima lettera di sospensiva del suo procediamto; nel MERITO in quanto hanno ipotizzato che il Cosniglio di Stato con la sentenza n. 1473 del 23/03/2009 avrebbe affermato il principio (pag. 26-27 della sentenza) che l’attività esclusiva degli ingengeri iscritti alla sezione B per il settore “ingegneria civile e ambientale” sarebbe quella del concorso e collaborazione.

Per quanto attiene il Consiglio superiore  dei lavori publici/Ministero dei Trasporti nessuna nessuna memoria è stata presentata, si sono limitati a depositare per la seconda volta il fascicolo di primo grado con l’aggiunta della lettera di richiesta di parere della Regione Calabria, documento nuovo che ci ha permesso, speriamo legittimmente, di evidenziare che la richiesta era illegittima e conseguentemente il parere del CSLLPP. Comunque l’illeggittimità del parere del CSLLPP sarebbe potuto servire per vincere sulla forma e non nel merito, come invece avverà prossimamente.

Nessuna replica alle nostre memorie è stata depositata dai chiamati in causa, memorie che sono state dense di approfondimenti e specificazioni.

Rimaniamo ora in attesa della sentenza che speriamo possa esserci anticipata il 24 gennaio prossimo. Se così fosse il risultato potrebbe essere eclatante e favorevole per noi, ma nella realtà nulla si può dire di ciò che la Sezione IV sentenzierà, nè in quali temini.

Il ricorso, per come è stato struturato e per i contenuti stessi della sentenza del TAR Calabria, da spazio ad infinite possibilità.

Potrebbe cassare definitivamente ogni nostra speranza, negandoci ogni competenza progettuale, ed allora ci chiederemmo a cosa è servito il processo di Bologna e la conseguente riforma dei cicli di studi universitari. Potrebbe essere accolto in quanto L.M. progettò con la vecchia normativa antisismica, lasciando nel limbo le nuove norme tecniche delle costruzioni, ma “lacerando comunque il sipario” e lasciando spazio ad ultertiori ed intestine polemiche. Potrebbe accettare il difetto di legittimazione del SINDINAR3 e l’inammissibilità del ricorso senza nulla esprimere. Potrebbe …………. infinite ipotesi ci sono all’orizzonte, la speranza è che chiarisca, nel bene o nel male ed in maniera definitiva, la norma oggetto della contesa.

Con alcune domande vogliamo concludere questa nostra: i periti ed i geometri laureati dove potranno mai andare se noi iuniores saremo giudicati “incompetenti”? e chi di loro si è preso una laurea e si è iscritto all’albo degli ingegneri e/o degli architetti PPC per avere maggiori competrenze non avrà gettato 3-5 anni della sua vita lavotativa al vento? forse non avrebbero dovuto darci una mano concreta per vincere questa battaglia anche nel loro interesse?

In fede.

Arch. iunior Antonino Arancio

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7 risposte a “In attesa della Sentenza del Consiglio di Stato”

  1. il discorso di periti e geometri, caro Antonino, è tutto un altro…
    loro se ne strafregano della nostra sentenza, anzi, se sarà a noi negativa, loro la prenderanno (giustamente) positivamente, e ci troveremo Savoldi e Jogna a gridare che loro hanno piu competenze di noi…

    avevo piu volte fatto questa osservazione, ma non sono stato ascoltato…
    le competenze di periti e geometri dovevano essere inserite nei nostri ricorsi, e usati come paletti su cui far leva…

    qualunque cosa tu, io e chiunque di noi possiamo pensare e qualunque sia la logica, i geometri non sono esclusi aprioristicamente dalla progettazione strutturale in zona sismica (pensa che manci CNI e CNA si son mai permessi nelle loro strumentalizzazioni di affermarlo!!!)…resta da chiarire quali siano le loro effettive competenze e cosa realmente sappiano fare…
    ma gli edifici rurali in muratura, nessuno potra mai negarglieli, almeno finche vige il Regio Decreto

    la sentenza se sarà a noi negativa, affermerebbe che noi siamo invece esclusi tuot-court… INCONCEPIBILE!!!

    già ma per noi è inconcepibile, ai giudici, se non gli si fa questa osservazione, come fanno a pensarci? BAH!!!

    ancora non riesco a capacitarmi come questo paletto ASSOLUTAMENTE INCONTROVERTIBILE non sia stato usato nella nostra sentenza!!!

    1. Caro Massimiliano,
      per rassicurarti, nel ricorso di prmo grado l’elemento della progettazione dei geometri/periti edili è stato inserito.
      Nel ricorso al TAR ed al Consiglio di Stato sono stati evidenziati in maniera chiara le nostre competenze così come si deducono dalla norma ed è stato, per quanto ci concerne, contestato parola per parola il contenuto della sentenza del TAR di Catanzaro (l’appello può essere imperniato solo su quello), non si possono aggiungere nuovi motivi.
      Reputo i ricorsi, sia in primo grado che in secondo, dei buoni documenti ed oggi non siamo più in Calabria.
      I Giudici della Sezione IV sono sicuro prenderanno la giusta decisione, nell’interesse generale del Paese e ciò anche se sarà a noi sfavorevole e ce ne lamenteremo. E proprio perchè l’interese generale ritengo sia a noi favorevole non sono così pessimista, anche se tuto può accadere, tranne gli eventi di Catanzaro.
      I geometri e periti con la nostra sconfitta perdono qualcosa di importante: la speranza/possibilità di firmare progetti in cemetno armato (zona sismica o non sismica) perchè a quello puntavano con il 328/01 e con l’innalsamento della preparazione accademica per l’accesso alla loro professione.
      Con la nostra sconfitta si trovano al punto di partenza con tre anni in più di studi da fare. Molto furbi vero? e dove li metti tutti i geometri/periti edili che si sono presi una laurea, si sono iscriti alla sezione B degli architetti e/o ingegneri per poter firmare il cemento armato che si ritroverebbero al punto di partenza? secondo te ci guadagnano?
      Un’altro aspetto è la fuga dalle sezioni B verso geometri e periti e su questo si dovrebbero interpellare i consigli Nazionali sulle loro intenzioni.
      Cordialmente.
      A.A.

  2. Almeno ci state provando, ma mi chiedo se perdiamo che succede, prendo i miei anni di università e li butto nel c.., cari amici ho lavorato e studiato per avere maggiori competenze, infatti ero geometra libero professionista, ora avro un pugno di mosche e tanti sacrifici buttati. Ma come si può vivere in una nazione come questa! VERGOGNA TUTTI !! CHE SCHIFO!

    1. Caro Giovanni,
      hai detto bene: almeno ci stiamo provando e non oso pensare nenach’io se dovessimo perdere, purtroppo è il risvolto della medaglia.
      Come ho avuto già modo di affermare in un altro articolo, quando abbiamo deciso di intraprendere la strada dell’appello, il nostro era un atto dovuto. Dovuto a dei colleghi che comunque nella m….a ci sono ormai da diversi anni (e noi non potevamo nascondere la testa come lo struzzo, tanto prima o poi sarebbe toccato anche il nostro turno).
      Dovuto perchè una Nazione si distingue anche in questo, ci si aiuta l’uno con l’altro a prescindere da tradizioni, mentalità ed usi locali che possiamo anche non condividere a pieno.
      Se dovessimo perdere …….. ci rimboccheremo le maniche e continueremo a lottare.
      Comunque incrociamo le dita, facciamo gli scongiuri e soprattutto abbiamo fiducia nei Giudici che si occupano del nostro caso, siamo sicuri che prenderanno la giusta decisione nell’interesse della Nazione.
      A.A.

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