Il SIND.IN.AR.3 deciso ad intraprendere la strada del ricorso al Consiglio di Stato

Il SIND.IN.AR.3 deciso ad intraprendere la strada del ricorso al Consiglio di Stato per la cassazione della Sentenza n. 02785/2010 del TAR della Regione Calabria sede di Catanzaro. Il 7 febbraio 2011 termine ultimo per il ricorso.

La Regione ha provveduto alla notifica della sentenza emessa dal TAR della Calabria, sede di Catanzaro n. 02785/2010,  ad entrambi i ricorrenti (l’ing. L.M. ed il SIND.IN.AR.3). In base a ciò che ci dicono è stata una scortesia, è contrario alla prassi.

Le notifiche sono pervenute entrambi nelle mani del domiciliatario il 09 dicembre 2010 e da quella data sono iniziati a decorrere i 60 giorni entro i quali è necessario proporre ricorso. In mancanza della notifica per lo spirare dei termini sarebbero dovuti trascorrere sei mesi dalla data di pubblicazione della sentenza. Non vi sono commenti in merito da fare, è palese cosa sta tentando di fare la Regione.

Il termine ultimo per il ricorso al Consiglio di Stato è il 07 febbraio 2011.

Qualcuno potrebbe eccepire il ritardo nel decidere di intraprendere la strada del ricorso. Ciò che possiamo dire è che ogni decisione va meditata  e ponderata essendo in gioco il futuro professionale di migliaia, e si rimarca migliaia, di iscritti alle sezioni B dei due Albi rappresentati (oramai ne dovremmo contare oltre diecimila nel complessivo; circa 2000 architetti e 8000 ingegneri, e forse sono stime sottodimensionate, di cui circa la metà iscritti ad INARCASSA).

Dopo le docce fredde ricevute, sentenza e notifica, si è cercato di comprendere quanto esposto dal TAR di Catanzaro e come quanto narrato potesse essere appellabile, ogni ragionamento è stato intrapreso con uno sguardo vigile anche sulla sentenza del TAR Puglia sede di Bari.

Alcuni colleghi con i quali abbiamo avuto modo di parlare, ci hanno invitato a desistere, in considerazione proprio della sentenza del TAR Puglia, vista come la panacea dei nostri mali, anche consigliati dai loro avvocati.

Si ritiene giusto valutare ogni consiglio ed ogni posizione contraria senza nessuna remora e/o cecità precostituita, soprattutto quando sono in gioco interessi collettivi.

Abbiamo scritto su questo sito della positiva sentenza del TAR Puglia (vedi articolo del 28/11/2010 <<INGEGNERI IUNIOR SALVI. TAR Puglia cassa la “Circolare interpretativa – Competenze professionali della categoria dei geometri”>>) e nulla ci può far cambiare idea, ciò che invece ci lasca perplessi è l’uso che ne potranno fare le varie Amministrazioni provinciali sia della sentenza del TAR Puglia che del Tar Calabria.

Fermo restando che la Circolare interpretativa è stata cassata, e che quindi ad oggi nulla osta in Puglia per il deposito da parte dei professionisti iunior, per la sua incostituzionalità, non avendo deleghe in materia di competenze professionali le Regioni, nulla dice in merito alle competenze dei professionisti iuniores.

Ciò che possiamo evidenziare è che i geometri, attori del ricorso, hanno oramai le competenze ben consolidate da decine e decine di sentenze emesse dalla Corte di Cassazione e dal Consiglio di Stato,  le quali hanno circoscritto a valori ben definiti i margini di operabilità. Uno tra tutti il limite massimo di volumetria edificabile, quantificato dal Consiglio di Stato in linea di principio in 5.000 mc (fatte salve le eccezioni dei singoli casi), e per loro la sentenza del TAR Puglia ha sgombrato il campo dalla Spada di Damocle rappresentata dalle nuove Norme Tecniche delle Costruzioni, prese a scusa per limitare l’attività professionale di alcuni professionisti di settore.

Di contro, per quanto concerne le attività degli iscritti alle sezioni B dei due Albi provinciali e seppur il principio enunciato dal TAR Puglia è universalmente valido, oggi abbiamo un TAR che, nel pieno delle sue funzioni, ha interpretato il DPR 328/01, statuendo la nostra incompetenza in materia progettuale se eseguita in zona sismica (ovvero tutto il territorio nazionale). Interpretazione che sino a quando non sarà cassata dal C.d.S. sarà utilizzata da questo o quel funzionario al fine di impedire le nostre attività professionali. E se oggi solo la Regione Calabria in toto impedisce il deposito dei progetti strutturali a firma dei professionisti iuniores nel prossimo futuro altre Amministrazioni inizieranno ad impedirlo proprio sulla base della sentenza del TAR Calabria.

Non possiamo non richiamare la sentenza del  Consiglio di Stato sez. 5 n. 25 del 13/01/1999  come citata nel nostro comunicato del 18 dicembre 2009 ( http://www.sindinar3.it/about-2/ ), dove si legge:

<< ….dovendo in tali casi l’Amministrazione concedente “specificare nella concessione edilizia i motivi per cui (ritiene) sufficiente la redazione dei …. progetti da parte di un geometra“, ed altresì “congruamente esplicitare le predette ragioni, almeno nei casi in cui le caratteristiche del progetto siano oggettivamente tali da far sorgere dubbi sui limiti delle competenze professionali del progettista” (così C.d.S., V, 390/85, cit).

Nessun dubbio dunque può residuare circa il fatto che la progettazione dell’opera del cui assentimento si tratta trascenda la competenza professionale di un geometra, con l’effetto che il diniego di concessione edilizia fondato su tale motivo – ……. – era legittimo.”>>

Orbene il Consiglio di Stato parla dell’obbligo di specificare per l’Amministrazione Concedente del motivo  per il quale intende concedere una concessione edilizia ove “…le caratteristiche del progetto siano oggettivamente tali da far sorgere dubbi sui limiti delle competenze professionali del progettista” ed inoltre rimarca che il diniego di concessione era legittimo se basato su presupposti di incompetenza del professionista. Ricordiamo che in questo caso vige l’inversione dell’onere della prova, ovvero se ci sono dubbi si devono specificare le ragione del rilascio della concessione e la sentenza del TAR di Catanzaro va  contro la nostra competenza, e per noi ora loro dubbi non ne hanno più.

Tornando al nostro caso, la sentenza non si è limitata a verificare se  l’ing. L.M. potesse o meno redigere il progetto strutturale, anzi di fatto i Giudici non hanno risposto ai quesiti, infatti scrivonoIl ricorso è inammissibile quanto all’impugnazione della nota prot. 8484 in data 6 ottobre 2009 della Regione Calabria e del parere formulato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici prot. n. 126/09 del 24 luglio 2009, in quanto tali atti non hanno contenuto provvedimentale”.

Orbene se il ricorso è inammissibile la sentenza doveva finire lì, senza nulla aggiungere, invece il Collegio è andato oltre ed ha statuito che i professionisti iuniores non sono competenti in zona sismica e non a redigere il progetto strutturale bensì la progettazione nel suo complesso.

Potendo i Giudici Amministrativi interpretare le leggi, e ancorché la sentenza di interesse per ora farà solo giurisprudenza, potrà essere utilizzata da qualunque Amministrazione per impedire il rilascio sia del permesso di costruire che il deposito dei calcoli strutturali se non avallati dalla firma di un iscritto alla sezione A.

Vi sono, inoltre, ulteriori considerazioni sui motivi di appellare la decisione del TAR Calabria.

Sarebbe corretto lasciare soli i colleghi residenti o che operano nella regione Calabria solo perché nella nostra regione/provincia si possono ancora [.. e per quanto tempo?] firmare i progetti e depositarne i calcoli? Si invita gli scettici a riflettere sulla domanda.

Un’altro quesito: come mai la scortesia della Regione di notificare immediatamente la sentenza per far partire i 60 giorni entro i quali è necessario proporre ricorso? … e cosa avverrà dopo il 7 febbraio 2011 se non avremo appellato la sentenza?  si lascia ancora ai lettori ogni conclusione in merito.

Evidenziamo inoltre che, a prescindere da alcune considerazioni cui era doveroso rispondere in quanto siamo stati oggetto di attenzione,  il ricorso al Consiglio di Stato, per coerenza, è un atto dovuto per due ben precise ragioni:

1. nel momento che si è deciso di intraprendere la strada del Ricorso al TAR della Calabria sarebbe superficiale desistere dopo aver perso in primo grado, quando sappiamo bene che il Consiglio di Stato ha salvato per ben due volte il DPR 328/01 condannando i ricorrenti anche alle spese (in genere non usuale) e se oggi cassasse il nostro ricorso il 328/01 con la sua struttura ed  le sue finalità verrebbero meno;

2. il ricorso presentato dal SIND.IN.AR.3  è un buon ricorso non fosse altro per di entrare nel merito della querelle per avere definitivamente consacrate le nostre competenze in materia progettuale e la sentenza del Tar di Catanzaro ci da il fianco, certo ci sono dei rischi, ricordiamoci che la posta in gioco è molto alta e in questi casi non si può pretendere di ottenere dei buoni risultati senza rischiare nulla.

si conclude informando i colleghi Lettori del nostro sito della ferma determinazione del SIND.IN.AR.3 e del collega ing. L.M.  ad intraprendere la strada del ricorso al Consiglio di Stato per far cassare la Sentenza n.  02785/2010 del TAR della Regione Calabria sede di Catanzaro.

Dopo aver contattato diversi avvocati cassazionisti, solo loro possono perorarci nella causa, ed aver consegnato la documentazione necessaria per le valutazioni del caso, siamo in attesa di una definizione dei costi puntuale. Da indiscrezioni la spesa dovrebbe essere ricompresa tra euro 7.000,00 ed euro 10.000, 00, entro la settimana dovremmo avere dei dati più precisi.

Appare ovvio che da soli difficilmente potremo riuscire nell’impresa, ad oggi ogni contributo ricevuto è stato speso per il ricorso in primo grado e senza fondi difficilmente potremo dare avvio al procedimento.

Alleghiamo il modulo finalizzato al finanziamento del ricorso cui molti di Voi speriamo utilizzeranno per sostenerci nell’arduo percorso intrapreso dal SIND.IN.AR.3 e dall’ing. L.M..

Architetto iunior Antonino Arancio


Modulo contributo per Ricorso al Consiglio di Stato
Modulo Iscrizione 2011 SIND.IN.AR.3

3 risposte a “Il SIND.IN.AR.3 deciso ad intraprendere la strada del ricorso al Consiglio di Stato”

    1. Nella vita ci vuole pazienza, sistemiamo il problema competenze e poi pensiamo a farci sistemare il titolo professionale.
      Far toccare il 328/01 senza avere che prima siano state correttamente interpretate le nostre competenze è molto pericoloso, alla fine potremmo avere un bel titolo vuoto.
      A.A.

  1. L’ ennesimo vergognoso parere (21/01/2011) del C.N.I è stato emanato…ora siamo veramente rovinati, meglio continuare e prendere la specialistica altrimenti non lavoriamo più…STATO di MERDA!!!!

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