Il Consiglio Nazionale degli Architetti P.P. e C. – Modifica Codice Deotologico – Il decoro e reati non coloposi secondo la legge penale non più perseguibili deontologicamente

Il Consiglio Nazionale Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori ha comunicato a tutti i Consigli Proviciali, con la Circolare prot. 3488 del 30/09/2015, la modifica del Codice deontologico resasi necessaria per adeguarlo alla Sentenza del Consiglio di Stato, VI Sezione, 22 gennaio 2015 n.238 e della Cassazione Penale, II Sezione, 21 gennaio 2014 n. 1172.

Le modifiche hanno riguardato l’art. 11 (Legalità), in particolare:

  1. il comma 2, dal quale è sparito ogni riferiemto al “decoro” della professione;
  2. il comma 3 con la sostituzione del generico riferimento “norme vigenti” per il rispetto della normativa previdenziale e fiscale, con l’indicazione specifica della legge da ossequiare: la L. 14.9.2011 n. 148;
  3. e l’abrogazione del comma 4, inerente l’obbligo di procedimeto disciplinare per “…il Professionista cui sia imputabile un comportamento non colposo che abbia violato la legge penale, …” con rinumerazione dei siccessivi commi.

Testo comparativo dell’artt. 11 del Codice deontologico.

Vecchio testo dell’articolo 11 rubricato “Legalità”

Nuovo testo dell’articolo 11 rubricato “Legalità”

1. Il Professionista nell’esercizio della professione e nell’organizzazione della sua attività, è tenuto a rispettare le leggi dello Stato, l’ordinamento professionale e le deliberazioni dell’Ordine.

1. Il Professionista nell’esercizio della professione e nell’organizzazione della sua attività, è tenuto a rispettare le leggi dello Stato, l’ordinamento professionale e le deliberazioni dell’Ordine.

2. La concorrenza deve svolgersi secondo i principi stabiliti dall’ordinamento, comunitario e interno, e dalle norme deontologiche che lo attuano. È vietata ogni condotta diretta all’acquisizione di rapporti di clientela con modi non conformi alla correttezza e al decoro.

2. La concorrenza deve svolgersi secondo i principi stabiliti dall’ordinamento, comunitario e interno, e dalle norme deontologiche che lo attuano. E’ vietata ogni condotta diretta all’acquisizione di rapporti di clientela con modi non conformi alla correttezza [e decoro] .

3. Il Professionista deve provvedere agli adempimenti previdenziali e fiscali a suo carico, secondo le norme vigenti.

3. Il Professionista deve provvedere agli adempimenti previdenziali e fiscali a suo carico, [secondo le norme vigenti] ai sensi della L. 14.9.2011 n. 148

4. Deve essere sottoposto a procedimento disciplinare il Professionista cui sia imputabile un comportamento non colposo che abbia violato la legge penale, salva ogni autonoma valutazione sul fatto commesso.

4. abrogato

5. Il Professionista è soggetto a procedimento disciplinare per fatti anche non riguardanti l’attività professionale, quando si riflettano sulla sua reputazione professionale o compromettano l’immagine della categoria professionale.

5. 4. Il Professionista è soggetto a procedimento disciplinare per fatti anche non riguardanti l’attività professionale, solo quando si riflettano sulla sua reputazione professionale o compromettano l’immagine della categoria professionale.

6. Costituisce grave violazione deontologica, lesiva della categoria professionale, ogni reato punito con norme penali relativo a fenomeni di criminalità organizzata di tipo mafioso, nonché per concorso nell’associazione di tipo mafioso.

6. 5. Costituisce grave violazione deontologica, lesiva della categoria professionale, ogni reato punito con norme penali relativo a fenomeni di criminalità organizzata di tipo mafioso, nonché per concorso nell’associazione di tipo mafioso.

Conclude la Circolare, il Consiglio Nazionale, ricordando agli Ordini Provinciali che, il nuovo testo, in base a costante giurisprudenza (Cass., sez. un., 6 giugno 2002 n. 8225, 23 marzo 2004 n. 5776, 14 luglio 2004 n. 130789 e 20 dicembre 2007 n. 26810), è immediatamente applicabile su tutto il territorio nazionale senza necessità di ricezione formale da patte degli Ordini.

A.A.

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