Formazione continua: Dagli Architetti di Roma proposte di modifica al Regolamento

CNAPPC-immagineSi riporta l’interessante conclusione di Paolo Oreto in merito ad un articolo apparso su www.lavoripubblici.it sul “Regolamento” predisposto dal Consiglio Nazionale Architetti PPC per la formazione continua.

In verità leggendo con attenzione l’articolo 7 del D.P.R. 7 agosto 2012, n. 137, sembra che il Regolamento predisposto dal Consiglio nazionale degli Architetti PPC non rispetti quanto richiesto al comma 3, lettere a), b) e c) in cui, di fatto, viene precisato che il regolamento deve disciplinare:

  • le modalità e le condizioni per l’assolvimento dell’obbligo di aggiornamento da parte degli iscritti e per la gestione e l’organizzazione dell’attività di aggiornamento a cura degli ordini o collegi territoriali, delle associazioni professionali e dei soggetti autorizzati;
  • i requisiti minimi, uniformi su tutto il territorio nazionale, dei corsi di aggiornamento;
  • il valore del credito formativo professionale quale unità di misura della formazione continua.

In particolare, mentre sembra che il regolamento, in certi casi, vada oltre a quanto richiesto (Commissione di esperti), in altri, quali i requisiti minimi uniformi dei corsi di aggiornamento, sembra che dica poco o nulla.

La conclusione trae spunto dalle osservazioni presentate al Ministero della Giustizia dall’Ordine degli Architetti PPC di Roma alla Citato Regolamento.

Una riflessione di carattere generale ci sovviene: images4da come il Consiglio Nazionale ha affrontato sin’ora le deleghe  riservate dal DPR 137/2012, sembra che  deragli sempre su “percorsi autarchici”, ma è questo il suo compito nell’interesse della collettività e degli iscritti?

A.A.

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