Circolare Regione Calabria – Incontro Regione/Ordini del 14 giugno 2012

Qualcuno ha paventato un nuovo rinvio dell’incontro, forse sarebbe stato meglio, almeno si poteva continuare a sperare in un’azione concreta della Regione che potesse permettere di sbloccare l’ormai inaccettabile STOP alle attività professionali degli ingegneri e architetti iunior calabresi.

Come anticipato in nostri pregressi articoli, la Regione o i Presidenti degli Ordini (non ci è capito chi) non hanno voluto, in deroga ai principi democratici che dovrebbero regolare la vita civile del nostro paese (ed oramai il condizionale è d’obbligo), che il SIND.IN.AR.3 partecipasse a tale incontro.

Omettiamo di riportare racconti di terze parti, seppur attendibili, in quanto non possono che essere prese con il beneficio di inventario, essendo stati possibili dei fraintendimenti.

Quel che sembra certo è stata la presenza limitata dei Consiglieri iunior (solo 3 rappresentanti iunior degli ordini locali: n. 1 architetto e n. 2 ingegneri). Consiglieri che dovevano essere almeno in egual numero dei Presidenti in rappresentanza dei due citati Ordini.

Due domande ci corre l’obbligo di porre:

1) I Consiglieri iunior sono stati informati dai propri Presidenti dell’incontro in Regione e delle problematiche che sarebbero state trattate?

2) Se sapevano, come mai non sono intervenuti e cosa ci poteva essere di così importante del destino professionale dei propri iscritti/rappresentati?

Non ci permettiamo rispondere solo sollecitare riflessioni.

In merito al contenuto dell’incontro sembra che non si sia approdato a nulla, ovvero nessuna “bozza di circolare” sia stata presentata.  Resta ora da capire i prossimi passi della Regione. Qualcuno ci ha detto che forse permetteranno di firmare l’architettonico ed effettuare la direzione lavori di “costruzioni civili semplici”: possibile perché già permesso ai geometri, anche in deroga ad oramai CONSOLIDATA GIURISPRUDENZA di parere contrario???  Un NO COMMENT è d’obbligo.

Come da richieste presentate a mezzo PEC e/o raccomandate, il SIND.IN.AR. è ora in attesa, dopo l’incontro,  di una nota/convocazione, al fine di prendere visione della documentazione in essere presso gli Uffici regionali, per poter presentare memorie e deduzioni prima dell’emanazione di qualunque documento che possa incidere sul  futuro professionale dei colleghi della Regione Calabria.

A.A.

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6 risposte a “Circolare Regione Calabria – Incontro Regione/Ordini del 14 giugno 2012”

  1. Presidente ma è mai possibile che dobbiamo aspettare sempre e che non si faccia una protesta a Roma degna di questo nome! Si può andare avanti così ad elemosinare ,poi cosa, i nostri diritti? A che servono le leggi e le sentenze se poi ognuno fa ciò che vuole. Siamo all’anarchia totale! Non dimentichiamo che c’è di mezzo la nostra sopravvivenza. A volte i sindacati fanno scioperi per motivi futili noi invece sempre zitti ad aspettare la nostra fine!

    1. Preg.to Collega,
      un vecchio adagio dice che “la pazienza è la virtù dei forti”, ed in queto momento è opportuno essere pazienti.
      La circolare, nota o come meglio volgiamo chiamarla è sottoposata alla pressinoe politica di tutti gli ordini provinciali locali e, come ben sapete, non sono entusiasti dei contenuti della Sentenza che faticosamente abbiamo ottenuto.
      Per loro è stata una doccia fredda. Nessuno si aspettava un tale risultato, forse più a testimoniare una diffusa incompetenza di quanti si ergono a giudici/interpreti delle normative di settore.
      Diamo tempo alla Regione di preparare i documenti che dovranno essere sottoposti alla nostra atTenzione (del SINDINAR3) prima dell’inoltro agli uffici periferici a seguito della nostra richiesta.
      Ad oggi nessun documento ufficiale si conosce per cui nulla si può dire, tranne riflettere su “pettegolezzi” che come potete comprendere lasciano il tempo che trovano.
      Le nostre missive hanno sicuramante sortito l’effetto di far prendere sul serio la problematica.
      Problematica che siamo sicuri i Dirigenti della Regione avrebero voluto allontanare da loro o comunque procastinare ad un temnpo indefinito.
      Siamo sicuri del nostro operato e di cosa si dovrà fare, anche successivamente se ostacolerano ulteriormente le nostre attività lavorative.
      Arch. iunior Antonino Arancio

  2. So che siamo ancora nel campo delle ipotesi, ma mi sento di fare delle considerazioni:
    Fino a pochi mesi fa alla regione Calabria permettevano la presentazione delle nostre pratiche solo se contro- firmate da un professionista sez.A, quindi, permetterci di fare solo l’architettonico e non anche la parte strutturale significa tornare sostanzialmente a quella situazione, e quindi la recente sentenza non avrebbe prodotto, in pratica nessun effetto.
    Altro dato è che il dpr 328/2001 parla per quanto riguarda le nostre competenze di progettazione di opere semplici e per progettazione si intende tutta la progettazione da quella architettonica a quella strutturale a quella impiantistica ecc……… quindi mettere dei limiti, facendoci fermare solo all’architettonico, andrebbe non solo contro la recente sentenza ma anche contro la legge.
    Si facciano presenti queste cose se avrete un incontro con i dirigenti della Regione!!!!

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