Comunicati

18 dicembre 2009

Le competenze per la progettazione architettonica e la progettazione strutturale sono scindibili?

Se analizziamo le diverse interpretazioni giurisprudenziali si può facilmente comprendere come  l’abilitazione per la progettazione è unica ed include sia quella architettonica che quella strutturale e sono inscindibili.

Il venir meno dell’abilitazione alla progettazione strutturale implica anche l’impossibilità di firmare un progetto architettonico per chiedere un permesso di costruire o firmare una semplice DIA per opere interne.

In aiuto ci viene sempre l’ormai affermata giurisprudenza su geometri o periti edili che di seguito si cita:

Sentenza Cassazione Civile sez. II, 07/09/2009 n. 19292

“ …. a) che le esigenze perseguite dalla normativa professionale, in precedenza esaminata, comportano l’incompetenza dei geometri anche alla redazione di “progetti di massima”, ove riguardanti, …., opere richiedenti l’impiego del cemento armato, posto che il progetto esecutivo successivo non può che conformarsi a quello “di massima” redatto dal tecnico non abilitato (cass. 21185/04); b) l’eventuale successivo intervento, nella fase esecutiva ed in quella della direzione dei lavori di un tecnico di livello superiore a quello del redattore del progetto originario, non può valere a sanare ex post la nullità per violazione di norme imperative, del contrato d’opera professionale, da vautarsi con esclusivo riferimento al momento genetico del raporto (v. Cass. 2°, ud. 10.02.09 r.g.n. 18371/04, in corso di pubblicazione, conf, Cass. 467/76) …..”

Non vi sono dubbi, la firma da parte di un architetto o ingegnere sezione A non sana a posteriori la mancanza di competenze del geometra, anche per un “progetto di massima”.

Ed ancora:

“Consiglio di Stato sez. 5 Sentenza 25 del 13/01/1999”

Nel caso di specie, si tratta di un progetto per la realizzazione di una costruzione di 5.138,80 mc., su tre piani, destinata anche a civile abitazione. Appare dunque evidente che, ……., si è ben al di là dei limiti della competenza progettuale dei geometri, per quali enucleati dalla giurisprudenza e sopra riassunti: e ciò sia sotto il profilo “quantitativo” sia sotto quello “qualitativo dell’entità e consistenza dell’opera.

Si aggiunga infine ad abundantiam, che – sempre alla stregua del citato orientamento giurisprudenziale di questo Consiglio, dal quale il Collegio non ravvisa ragioni per discostarsi – nei casi dubbi (tra cui quello in esame, alla stregua dei rilievi svolti, neppure potrebbe rientrare) vige un favor per la competenza esclusiva dei tecnici laureati (giustificato da evidenti ragioni di tutela della pubblica incolumità), dovendo in tali casi l’Amministrazione concedente “specificare nella concessione edilizia i motivi per cui (ritiene) sufficiente la redazione dei …. progetti da parte di un geometra“, ed altresì “congruamente esplicitare le predette ragioni, almeno nei casi in cui le caratteristiche del progetto siano oggettivamente tali da far sorgere dubbi sui limiti delle competenze professionali del progettista” (così C.d.S., V, 390/85, cit).

Nessun dubbio dunque può residuare circa il fatto che la progettazione dell’opera del cui assentimento si tratta trascenda la competenza professionale di un geometra, con l’effetto che il diniego di concessione edilizia fondato su tale motivo – ed impugnato in primo grado con il ricorso n. 1811/89 – era legittimo.

Il concetto è chiaro non viene rilasciata la Concessione Edilizia perche il geometra non aveva le competenze, e la Concessione Edilizia si rilascia sul progetto architettonico e non su quello strutturale che avviene in un momento successivo.

La conseguenza e semplice, se l’architetto iunior o l’ingegnere civile e ambientale iunior non ha competenza a firmare i progetti strutturali, non può firmare neanche quelli architettonici, e di conseguenza  gli è sottratta anche l’abilitazione a firmare l’apertura di un vano porta in un muro portante o spostare un semplice tramezzo.

In conclusione, rispondendo alla  domanda iniziale, è ovvio che il parere del C.S.LL.PP. de facto ha sottratto ogni qualsivoglia competenza progettuale agli iscritti alla sezione B degli Albi di Architetti ed Ingegneri

Arch. iunior Antonino Arancio

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